Permessi per ristrutturare un bagno: scopri se servono nel tuo caso
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Permessi per ristrutturare un bagno: scopri se servono nel tuo caso

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Quali permessi servono per ristrutturare il bagno?

Dipende. Da quali lavori devi fare. In alcuni casi devi presentare una semplice comunicazione, altre volte fare un richiesta, altre volte non devi fare nulla.

Scopri qui in quale caso rientri tu, in base al tipo di ristrutturazione intendi fare:

  • Rinnovamento superficiale
  • Ristrutturazione leggera
  • Ristrutturazione pesante

 

Quando servono i permessi? 

Prima di tutto una buona notizia.

La ristrutturazione del bagno rientra, quasi sempre, nell’edilizia libera. Ciò significa che non hai bisogno di fare comunicazioni né chiedere permessi. Puoi cominciare subito.

Ma non sempre. Dipende da quali lavori intendi fare. Alcuni lavori hanno bisogno di un permesso, altri no.

Quindi, per prima cosa devi stabilire  che tipo di manutenzione hai intenzione di fare.

I lavori che devi fare tu rientrano nella manutenzione ordinaria o manutenzione straordinaria?

 

La manutenzione ordinaria

Gli interventi di manutenzione ordinaria, sono tutti quei lavori che riguardano:

◼︎ le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici.
◼︎ le opere necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti esistenti.

Detto in parole semplici: la manutenzione ordinaria riguarda la riparazione di parti “superficiali” (non strutturali) di un appartamento.

Gli interventi di manutenzione ordinaria non hanno bisogno di permessi.

 

Ristrutturazione di pavimenti e rivestimenti

                      

Rinnovamento superficiale: pavimenti e rivestimenti

 

In un bagno sono gli interventi “di superficie” sono, ad esempio, la sostituzione dei pavimenti, dei rivestimenti o dei sanitari o la tinteggiatura delle pareti.

Se parlassimo di sartoria, potremmo dire che sono tutte quelle operazioni che servono a riparare o aggiornare un vecchio vestito, senza modificarne la forma.

La norma nel dettaglio la trovi nel  DPR 380/2001 – art. 6.

 

Interventi di manutenzione straordinaria (non strutturali)

Gli interventi di manutenzione straordinaria,  si dividono in due grosse categorie:  strutturali e non strutturali.

I lavori di manutenzione straordinaria sono quelli che riguardano la realizzazione e integrazione (o modifica):

◼︎ degli impianti
◼︎ degli elementi in muratura o in cartongesso NON strutturali

 

Modifica degli impianti e sanitari

       Ristrutturazione leggera: impianti e sanitari

 

In un bagno si tratta di una ristrutturazione che comprende  la sostituzione delle tubature, degli impianti e lo spostamento dei sanitari.
Ma anche la realizzazione di un muretto o lo spostamento di una paretina.

In questo caso non è di un permesso che hai bisogno. Devi fare una semplice comunicazione al Comune, con la quale avvisi che stai per iniziare la ristrutturazione. Tutto qui.

 

Interventi di manutenzione straordinaria (strutturali)

Poi ci sono gli interventi di tipo strutturale, che vengono sempre classificati come manutenzione straordinaria (come il tipo precedente)  ma hanno bisogno di veri e propri permessi prima di cominciare la ristrutturazione del bagno.

Esempi tipici sono la cerchiatura di una porta o di una finestra su muro portante, la realizzazione di un controsoffitto strutturale.

modifica o creazione di elementi strutturali

Ristrutturazione pesante: modifica o creazione di elementi strutturali

 

Attenzione a valutare per conto proprio ciò che è strutturale e ciò che non lo è.
A volte semplici tramezzi con il tempo (o sotto determinate condizioni) possono assumere una valenza strutturale.

Quindi, se hai intenzione di abbattere pareti, aprire porte o altri lavori che potrebbero rientrare nella categoria di lavori strutturali, è bene avvalersi della consulenza di un tecnico.

 

Quali permessi servono?  

Perciò è chiaro che i permessi per ristrutturare il bagno sono, quindi, diversi  a seconda del tipo di lavori che abbiamo visto sopra.

Ovvero:

◼︎ NESSUN PERMESSO per i lavori di manutenzione ordinaria
◼︎ CILA  per i lavori di manutenzione straordinaria ma non strutturali
◼︎ SCIA per i lavori di manutenzione straordinaria e strutturali

 

La CILA

Per i lavori di manutenzione straordinaria che (di solito) vengono fatti in un bagno è sufficiente la CILA.

La CILA  (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) è una semplice comunicazione da depositare, contestualmente all’inizio dei lavori,  nella quale si dichiara che stanno iniziando i lavori di manutenzione straordinaria.

La CILA si compone fondamentalmente di 4 parti :

  • una Comunicazione firmata dal proprietario;
  • una Relazione asseverata a firmata da un tecnico abilitato;
  • gli elaborati grafici firmati dal tecnico
  • i dati dell’impresa

Quali sono le sanzioni per la mancata presentazione della CILA?

La mancata presentazione della comunicazione causa una sanzione  pari a 1.000 euro.
Se il proprietario, volontariamente, effettua la comunicazione a lavori iniziati può avere una riduzione della sanzione, pagando “solo” 333 euro.

Se vuoi vedere i dettagli della norma la trovi nel DPR 380/2001 – art. 6/bis

 

La SCIA

Nel caso della SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) i documenti da presentare sono, di base,  gli stessi visti nel caso della CILA.

La SCIA è efficace dopo 5 giorni lavorativi dalla sua presentazione. A quel punto si possono cominciare i lavori.

L’amministrazione ha 30 giorni di tempo per fare a tutti i controlli del caso. Durante i 30 può bloccare i lavori o richiedere adeguamenti o integrazioni al permesso che è stato presentato.

Ricorda inoltre che se, a seguito dei lavori fatti al bagno, hai cambiato la disposizione degli ambienti, ridotto o allargato un vano, alla fine dei lavori dovrai fare la denuncia di variazione al Catasto.

Quali sono le sanzioni per la mancata presentazione della SCIA?

Per mancata presentazione della SCIA o per difformità, la è sanzione compresa tra un minimo di € 500,00 e un massimo di € 5.000,00.

Se vuoi vedere i dettagli della norma, guarda qui: DPR 380/2001 – art. 22

 

Dove vanno presentate la CILA e SCIA?

Sia la CILA che la SCIA vanno presentate  in Comune allo sportello unico dell’edilizia.
Di solito bisogna consegnare a mano in forma cartacea.
Molti comuni stanno sviluppando sistemi informatici che permettono di inviare tutti i documenti direttamente online.
Informati bene prima di fare un viaggio a vuoto in Comune.

 

 

Chi deve presentarle

Sia la CILA che la SCIA possono essere presentate dallo stesso proprietario (o un suo delegato)  o dal tecnico che ha firmato la Relazione Asseverata e gli elaborati grafici.

 

Quale è il tuo caso?

Per capire se il tipo di ristrutturazione che devi fare  per il tuo bagno richiede permessi oppure no, devi verificare se rientra nella manutenzione ordinaria o in quella straordinaria.

Ristrutturazione leggera (ordinaria): riparazione o sostituzione

NON hai bisogno di permessi  quando i lavori che intendi fare per la ristrutturazione del bagno, riguardano la riparazione, la sostituzione o il rinnovamento di uno (o più) di questi elementi di “superficie”:

  • il pavimento
  • il rivestimento
  • l’intonaco
  • una finestra o un lucernario
  • una porta
  • un controsoffitto NON strutturale
  • un controsoffitto strutturale (solo riparazione)
  • impianto elettrico 
  • impianto idrico
  • wc, lavabo, doccia bidet
  • radiatore

Questi lavori sono chiamati anche “edilizia libera”, proprio perché non hai particolari vincoli per la realizzazione. Se i lavori che devi fare rientrano TUTTI e SOLO in questa lista, non hai bisogno di permessi.
Qui trovi la lista completa dei lavori che rientrano nell’
edilizia libera.

 

Ristrutturazione pesante (ma non strutturale)

Se hai intenzione di fare una ristrutturazione più pesante e devi fare ALMENO UNO dei seguenti interventi, allora DEVI presentare la CILA (per tutto quanto):

  • Demolizione e rifacimento del massetto
  • Sostituzione delle tubazioni
  • Spostamento di tramezzi e  divisori NON portanti
  • Creazione di controsoffitto in cartongesso NON portante 
  •  Apertura, chiusura o  spostamento di porte e finestre (su pareti non portanti)
  • Realizzazione di impianti

 

 

Ristrutturazione pesante (strutturale)

Se, infine, hai intenzione di fare una ristrutturazione  che coinvolge uno o più elementi strutturali, allora cambia tutto:  DEVI chiedere il permesso mediante SCIA (per tutto quanto).
Nel caso di un bagno potrebbe essere:

  • Spostamento di tramezzi e  divisori portanti
  • Creazione di controsoffitto portante 
  • Apertura, chiusura o  spostamento di porte e finestre (su pareti  portanti)

 

Posso fare le detrazioni fiscali?

Il rifacimento totale del bagno è un intervento di manutenzione straordinaria che beneficia del Bonus ristrutturazione del 50%.

Calcolo detrazioni fiscali

          Calcolo detrazioni fiscali
 Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

 

Le detrazioni fiscali devono essere legate ad un permesso o una comunicazione presentati in Comune.
Ciò significa che:

◼︎ non puoi chiedere detrazioni  per gli interventi di manutenzione ordinaria (che non hanno bisogno di permessi)
◼︎ puoi chiedere detrazioni per gli interventi di manutenzione straordinaria.

Se, però,  i lavori considerati “ordinari” vengono effettuati contemporaneamente a quelli “straordinari” sono anch’essi soggetti a detrazione.

Ad esempio: nel momento in cui demolisci e rifai il massetto (manutenzione straordinaria), dovrai rifare anche il pavimento (manutenzione ordinaria). In questo caso, puoi richiedere le detrazioni anche per il pavimento.

Se vuoi approfondire qui trovi tutte le informazioni necessarie

 

Riepilogando:

  1. Nel caso di modifiche di superficie (manutenzione ordinaria) NON DEVI CHIEDERE PERMESSI
  2. Nel caso di una ristrutturazione leggera (manutenzione straordinaria) DEVI PRESENTARE LA CILA
  3. Nel caso di una ristrutturazione pesante (manutenzione straordinaria strutturale) DEVI PRESENTARE LA SCIA
  4. Le detrazioni fiscali puoi chiederle solo nei casi 2 e 3

 

 

 

 

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Stefania O
Stefania O
Architetto da 20 anni, mi occupo di progettazione architettonica e progetti del verde, con qualche incursione nel risparmio energetico. Dal 2017 ho fondato Domus Fab

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