Ristrutturare un bagno lungo e stretto: mini guida in 6 passi - DomusFab
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Ristrutturare un bagno lungo e stretto: mini guida in 6 passi

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Ristrutturare un bagno lungo e stretto può essere complicato, perché ci sono diversi vincoli e problematiche di cui tener conto

Se non sai da che parte cominciare, ecco una mini guida in 6 step che ti aiuta a focalizzarti sugli aspetti fondamentali e capire,  per ogni singolo aspetto, quale direzione prendere.

Scegli, uno ad uno, gli elementi giusti per te e avrai una griglia di riferimento per la  ristrutturazione del bagno.

I 6 temi su cui dovrai concentrarti sono:

  • le dimensioni del locale
  • la doccia
  • il lavandino
  • i colori
  • i materiali
  • l’illuminazione

 

Focalizzati sugli elementi accessori

Gli elementi che compongono un bagno sono in parte strutturali  e in parte accessori.

Elementi strutturali

Gli elemento strutturali sono su cui  puoi intervenire solo con lavori significativi, come ad esempio le dimensioni della stanza, la posizione della porta, la posizione delle tubazioni principali.

Elementi accessori

Poi ci sono gli elementi accessori, su cui puoi intervenire con facilità, senza eccessiva spesa di tempo e denaro.

Sto parlando di aspetti secondari ma altrettanto importanti, perché sono dettati dalla tua personalità e da quello che ti fa state bene.
In fondo il bagno è il primo posto in cui entri la mattina. Cominciare la giornata in un ambiente squallido o triste non è il massimo!
E allora parti da qui e agisci su quello che puoi modificare.

Al di là delle mode del momento, chiediti che cosa ti fa stare bene:

Prediligi un’atmosfera soft o “strong”?

Ti piacciono i colori vivaci o quelli tenui?

Ti senti a tuo agio se sei circondato da materiali caldi e avvolgenti o freddi e lussuosi?

Preferisci arredi classici e funzionali o moderni e minimali?

Ecco, queste sono le prime domande che devi farti.

Ora proviamo a scegliere insieme uno per uno questi elementi.
Ti metterò di fronte ad alcune scelte, molto diverse una dall’altra, che ti guideranno al tuo obiettivo finale.
Evita quello che ti propongono i venditori, che quasi mai è quello che fa per te.

Sei pronto? Bene, si comincia.

Le regole del gioco

Fissiamo le regole del gioco.
Qui  parliamo di un bagno che, di base, ha queste caratteristiche :

  • è lungo e stretto
  • ha la porta sul suo lato più corto
  • ha la doccia

Sia chiaro, molti degli elementi che vedrai in seguito sono applicabili a qualsiasi bagno.
Ma qui voglio dare una guida su misura proprio per chi ha un locale con queste caratteristiche.

Cosa si intende per bagno lungo e stretto?

Un bagno lungo e stretto ha, per convenzione, dimensioni  comprese tra 1 metro e 1 metro e 80 sulla parete corta e almeno 2.80 -3.00 metri sulla parete lunga.

Al di sotto di queste misure ci troviamo di fronte ad un bagno “piccolo”.
In tal caso vedi questo articolo in cui ne ho parlato.

Fatte le premesse, vediamo una alla volta le scelte da fare:

Step 1: la porta

Le dimensioni

La porta di un bagno ha una larghezza variabile tra 70 cm. e 80 cm.

Meno di 70 cm in genere viene utilizzata solo per ripostigli e cabine armadio. Oltre 80 cm. si trova solo nelle case antiche o in caso di una precisa scelta progettuale.

La posizione

Il primo passo è considerare la posizione della porta. Elemento fisso, vincolante e, a volte, piuttosto ingombrante.

Infatti, spesso il rischio è che l’apertura della porta venga intralciata dagli oggetti all’interno.

Sarà capitato anche a te di entrare in un bagno e trovarti il lavabo proprio davanti alla porta, non riuscendo, quindi, ad aprirla completamente. In tal caso è bene valutare la possibilità di un’opzione diversa.

Ferma restando la posizione, puoi agire sulla tipologia della porta e modificarla di conseguenza se quella attuale crea difficoltà nel disporre e posizionare i sanitari.

Tipologia della porta per un bagno lungo e stretto

3 tipi di porta

1. porta aperta verso l’interno 

La porta che apre verso l’interno del locale è il caso più frequente. E, di solito, non crea particolari problemi.

Se, però, che non c’è abbastanza spazio per collocare tutti i sanitari, è bene valutare altre soluzioni.

Sconsigliatissima l’apertura verso l’esterno del locale: finiresti per dare la porta in faccia a chi passa in quel momento!

2. porta scorrevole 

La porta scorrevole è di grande aiuto negli spazi più angusti o nei locali molto stretti.

Il rovescio della medaglia è che il costo va oltre quello del semplice cambio di porta, perché devi intervenire sulla muratura.

Inoltre non sempre si può installare. La fattibilità del lavoro va valutata caso per caso.

3. porta a libretto 

Nei casi in cui lo spazio è davvero poco, la porta “a libretto” può essere l’unica possibilità.
Infatti, in questo caso l’intralcio per l’apertura della porta all’interno del bagno è ridotto al minimo. E, naturalmente, non sono richiesti particolari lavori sulla muratura.

 

Step 2: la posizione della doccia 

Un bagno stretto e lungo in genere si aggira sui 4-6 mq. Non è piccolissimo, ma la doccia rappresenta un volume notevole rispetto al totale.

Quindi quando si va a ristrutturare un bagno con queste caratteristiche, la dimensione e posizione della doccia sono il secondo aspetto da valutare.

Posizione della doccia nel bagno lungo e stretto

Posizione della doccia nel bagno

Le dimensioni

La dimensione minima è 70 x 70 cm. Ma questa è una misura che ti consiglio solo per spazi davvero ridotti.

Per una doccia “comoda” devi considerare almeno 90 x 90 centimetri.

Oltre i 90 cm. la doccia diventa confortevole e puoi inserire elementi accessori, come nicchie o sedili, che la rendono non solo il “posto in cui lavarsi”, ma un luogo per rilassarsi e stare bene.

La posizione

Prendiamo in considerazione 3 casi:

Doccia nel bagno

 

1. doccia vicino alla porta 

Posizionare la doccia accanto alla porta  è possibile  solo quando la parete corta su cui si trova la porta ha una lunghezza di almeno 1.50-1.60 cm. In caso di una parete più stretta è impossibile inserire anche un semplice piatto-doccia (foto 1).

2. doccia al centro 

La doccia al centro del locale “spezza” in due lo spazio. Per cui se vuoi (o devi) scegliere questa soluzione e non hai un bagno molto ampio è bene evitare di chiudere la cabina doccia con materiali opachi ma optare per un semplice cristallo trasparente (foto 2).

Se, invece, i centimetri non sono un problema, allora creare uno spazio separato potrebbe essere la scelta vincente.
Infatti posizionando il lavabo vicino alla porta, si viene a creare una sorta di antibagno con il solo lavabo, mentre vaso e  bidet vengono schermati dalla doccia.

3. doccia in fondo 

La doccia sul fondo del locale è il caso che preferisco, perché ridefinisce la lunghezza eccessiva del bagno, che  diventa uno spazio proporzionalo nel quale distribuire al meglio il resto dei sanitari (foto 3).

Inoltre la doccia sul fondo puoi trattarla come una specie di “quinta scenografica”,  messa in evidenza attraverso il rivestimento con un materiale diverso, la pittura di un colore più scuro o, un’illuminazione particolare.

 

Step 3: la scelta del lavabo

Il lavabo è  indubbiamente, il protagonista del bagno.  È l’oggetto più usato e, spesso, il primo che vediamo quando entriamo in bagno.

Le dimensioni

Il lavabo ha, per lo più, dimensioni di circa 50-55 cm. di profondità e 60-70 cm di larghezza. Poi ci sono modelli molto più grandi e comodi, o modelli molto contenuti (fino a 30 cm. circa) per chi deve risparmiare al massimo sui centimetri (ne parlo in questo articolo)

Ci sono infiniti modelli di lavandini. Ma, per praticità, possiamo raggrupparli in tre tipologie:

Lavandino in bagno

1. lavabo a colonna

C’è il semplice lavandino a colonna (foto 1). Si inserisce bene sia in uno stile classico che nei bagni più moderni.

Non ti offre  alcun piano di appoggio per il trucco né contenitori utili sottostanti ma, se hai poco spazio, questa può essere l’unica soluzione.

2. lavabo incassato in un mobile

All’opposto del lavandino a colonna c’è quello incassato (foto 2).

E una scelta molto tradizionale ma assai funzionale. Infatti il mobile sotto il lavello ti permette di avere un utile contenitore  per tutti gli oggetti di uso quotidiano che trovano posto in bagno: dagli asciugamani, alla carta igienica fino ai medicinali e ai vari prodotti per la pulizia.

3. lavabo su un piano

Negli ultimi anni si è affermato il lavandino semplicemente appoggiato su un piano (foto 3).

È una scelta leggera ed elegante.

Ma attenzione! Resterà tale (leggero ed elegante) solo a patto di non riempire il piano con bottigliette di shampoo, cosmetici, smacchiatori, rotoli di carta igienica, pasticche per il bucato, scatolette di medicinali, ecc. ecc.

Insomma ritengo (ma è un’opinione personale) che la scelta lavabo su ripiano vada fatta solo se hai anche altri spazi (un secondo bagno, un ripostiglio) per riporre la maggior parte degli oggetti che conservi in bagno ma che non sono così “carini” da lasciare a vista.

Poi, naturalmente, ci sono gli indispensabili vaso e (per noi italiani) il bidet.

Ma vengono scelti come conseguenza del lavabo, sia nello stile che nelle dimensioni. E, in genere, si trovano in posizione più defilata.

 

Step 4: la scelta del colore 

Ci sono moltissimi modi di interpretare il colore nel bagno.

Personalmente preferisco le scelte nette e gli ambienti semplici, senza troppe decorazioni.
Quindi qui ti propongo le strade che a me piacciono di più.

Partiamo da due possibilità fondamentali:

  • un ambiente dal colore omogeneo
  • un ambiente costruito sul contrasto di colori

 

Colori uniformi

Se vuoi percorrere la strada decisa di un colore unico, o quasi, hai 3 possibilità: il bianco, il colore o il bicolore (che si ripete).

colore del bagno

 

1. I toni del bianco

Amo il bagno con colori tenui. I toni chiari, con l’aiuto dell’illuminazione e degli specchi danno il grande vantaggio di dilatare gli spazi (foto 1).

Usare toni chiari non significa necessariamente bianco e basta.

Il tutto bianco è indubbiamente bello ma richiede una grande coerenza e un discreto coraggio (nonché il tempo e la voglia di pulire spesso).

Sfumature di bianco

Alcune sfumature di bianco

  Credit: Sherwin-Williams

Ci sono, però, valide alternative al total white. E sono le numerose sfumature di bianco:  avorio, antico o latte (solo per citarne alcune). Ma anche alle gradazioni vicine al bianco: crema, al perla, champagne,  beige, crema, grigio chiarissimo…la lista dei toni vicini al bianco nella tavolozza dei colori chiari, è lunghissima.

2. Tutto colorato

Altra possibilità è utilizzare un unico colore su tutte le superfici: si crea una scatola colorata intima e allegra.
Se ami “immergerti” nel colore questa potrebbe essere la scelta giusta per te (foto 2).

In genere per questa scelta si utilizzano le resine. Materiale più resistente della semplice tempera, perfettamente lavabile ed adatto anche ad un’ambiente umido come il bagno.

3. Bicolore

Oppure puoi optare per una via di mezzo: due colori (ad esempio bianco e nero) che rimbalzano su tutte le superfici e gli accessori (foto 3).

 

Colori a contrasto

Scelta di grande personalità è il gioco di 2 colori a contrasto. Che si può declinare in diversi modi a seconda della geometria con cui realizzi lo schema.

colori nel bagno

1. Fondo colorato

Lo sfondo di un colore vivace su un bagno bianco crea una quinta scenica interessante (foto 1).

2. Divisione longitudinale

Oppure, scelta ancora più coraggiosa ed originale, è quella dividere il bagno in senso longitudinale e creare un contrasto di colori tra destra e sinistra.
In questo caso viene evidenziata ancora di più la longitudinalità dello spazio (foto 2).

3.Divisione orizzontale

Più tradizionale, ma comunque d’effetto, è la creazione di una  base bianca fino a circa 1 mt.- 1.10 di altezza, e dipingere il resto con un colore  a contrasto (foto 3).

 

Step 5: la scelta dei materiali  

Tradizionalmente in bagno viene utilizzata la ceramica, sia per i pavimenti che per i rivestimenti a parete. E resta un’ottima possibilità che non passa mai di moda per la vasta scelta, l’alta durabilità e la facilità di pulizia della ceramica.

Qui, però, voglio porre l’attenzione su altri materiali largamente conosciuti e  usati ma non così diffusi come la ceramica, ovvero: il legno, la resina e il mosaico.

materiali per il bagno. Mosaico, resina, legno

1. Il legno

L’uso del legno in bagno (foto 1) è ancora guardato con molta diffidenza. Ma questa diffidenza è, più che altro, frutto di un pregiudizio.
Un legno, adeguatamente trattato, resiste bene in bagno come resiste per 100 anni su una barca!
Può essere tranquillamente utilizzato e dà quel senso di “calore”, che altri materiali non danno.

 

2. La resina

La resina (foto 2) è un materiale versatile con il quale si possono creare bellissime superfici omogenee. Lavabile esattamente come le piastrelle. Si può stendere su tutte le superfici, dal pavimento alle pareti fino al lavandino.

Attenzione perché è necessario chiamare personale esperto per fare questo lavoro. Infatti la resina deve essere stesa in modo perfetto. Se la stesura non vien fatta “a regola d’arte”, si possono  creare bolle d’aria che rovinano il risultato finale.

 

3. Il mosaico

Il mosaico (foto 3) è perfetto se usato per, per creare effetti particolari o per mettere un accento in piccole zone, come una fascia di bordo, la doccia o la parete del lavabo.

Può essere una valida alternativa all’uso del colore: una fascia dello stesso colore di un rivestimento in ceramica, crea uno stacco non tanto “forte” come due colori a contrasto, ma comunque utile a rompere la monotonia di un colore uniforme.

 

Step 6: la scelta dell’illuminazione 

L’illuminazione è ultima in ordine di apparizione, non solo su questa lista ma anche durante i lavori. Tuttavia deve essere pensata contemporaneamente al resto.

Naturalmente, la prima e indispensabile è la luce dell’ambiente in generale.

Mi qui mi concentro sulle opzioni secondarie, mirate in punti specifici.
Non sempre le luci secondarie sono indispensabili, ma di sicuro contribuiscono alla piacevolezza dell’ambiente.

Ci sono 3 tipi di illuminazione secondaria:

  • la doccia
  • il lavabo
  • le nicchie

luce in bagno

 

1. Luce nella doccia

La luce nella doccia (foto 1) non viene quasi mai considerata ma in realtà è molto importante quando la doccia non è semplicemente chiusa dal box in cristallo ma forma un vano a sé stante.  Infatti un vano chiuso in assenza di apposita illuminazione diventa un posto buio e sgradevole.
Inoltre, la luce nella doccia può anche avere una funzione scenografica. Particolarmente nel caso in cui il vano di trova sul fondo e la parete di fondo viene trattata con un colore o un materiale diverso.

2. Luci sul lavandino

Non possono mancare sono le luci ai lati dello specchio sul lavandino (foto 2), fondamentali per tutte le attività mattutine e non. Sono praticamente obbligatorie.

3. Luci scenografiche

Sono le luci dietro una fila di mensole o dentro una nicchia (foto 3). Non sono di certo indispensabili, ma contribuiscono a creare  un ambiente d’effetto e di grande confort.

 

Riepilogando, i passi per progettare il tuo bagno sono:

  • Individua il tipo di porta che meglio si adatta all’ambiente
  • Stabilisci dove collocare la doccia
  • Seleziona il tipo e la dimensione di lavabo
  • Fissa lo schema dei colori
  • Scegli i materiali
  • Decidi quale luci vuoi inserire oltre a quella principale

Questi 6 step sono i fondamentali per costruirsi un bagno su misura sui propri desideri e la propria personalità.

Se hai bisogno di un consiglio personalizzato scrivi una mail a info@domusfab.com.

 

 

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Stefania O
Stefania O
Architetto da 20 anni, mi occupo di progettazione architettonica e progetti del verde, con qualche incursione nel risparmio energetico. Dal 2017 ho fondato Domus Fab

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