La cucina ideale - DomusFab
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La cucina ideale

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“Non vi sono più stanze ma solo situazioni”

É con questa frase che nel 1999 si inaugura al MoMA di New York la mostra The Un-Private House, che celebra la presa di coscienza di una nuova dimensione della residenza contemporanea.

Gli architetti Scogin e Elam, coinvolti all’evento, sintetizzano con tale affermazione la loro visione della casa e dei nuovi modi di abitare. É la conclusione di un percorso: la casa tradizionale si dissolve in un entità mutevole come la società che la esprime, in un luogo dove la tecnologia e la personalità sociale di chi lo abita la fanno da padroni.

Questa trasformazione irreversibile degli aspetti domestici rituali incide su tutti gli ambienti della casa e lo spazio (non solo fisico) della cucina passa da luogo monofunzionale circoscritto e gestito prevalentemente dalla massaia, ad ambito edonistico in cui si partecipa molte volte alla sublimazione della cultura alimentare.

 

Trasformazione della cucina nell’immaginario

La distinzione tra preparare da mangiare e cucinare è sempre più consapevole, fino a mutare la cucina da oggetto a soggetto, dove la ricerca di uno schema ideale evoca nell’immaginario collettivo una risposta sempre più accurata e personalizzata. Le relazioni che si attivano attraverso l’erudizione gastronomica diventano allora l’elemento principale attorno a cui si impernia l’immagine della cucina ideale.

La cucina diventa lo spazio protagonista delle relazioni umane mediate attraverso il cibo.

Il grande patrimonio enogastronomico, in particolar modo del nostro Paese, viene reinterpretato attraverso la figura dello Chef che assume il ruolo di mentore che dà a tutti accesso all’arte del mangiare. Ognuno può, così, proiettare se stesso come attore nella replica quotidiana dell’evento culinario a lui più affine.

Thanks to Oscar Mikols on pexels 

Thanks to Oscar Mikols on Pexels

Dal food design, in cui il rapporto diretto tra materia organica e ispirazione si esprime in lemmi estetici e formali (sia del piatto sia della cucina), allo streetfood, in cui il cibo si appropria dello spazio urbano come nuova frontiera della degustazione, fino a esperienze come gli showcooking, intese in tutte le possibili declinazioni (anche televisive), ogni situazione legata al cibo fa tendere il pensiero dell’ambiente cucina verso un luogo dalle molteplici aspettative.

Dalla preparazione del piatto alla sua presentazione, fino alla consumazione, ogni passaggio assume una rilevanza che celebra l’atto culinario come la sintesi tra valori nutrizionali e gesto scenico, dove l’azione del cucinare si esprime, citando Gualtiero Marchesi, “come un fattore scientifico; sta poi al cuoco farla diventare arte.”

 

A quale immagine corrisponde la cucina ideale?

Luogo per la preparazione del cibo? Spazio di socializzazione? Metafora della famiglia contemporanea (diverse preparazioni in relazione ai tempi asincroni degli utenti)? Espressione della propria identità edonistica?

Indubbiamente quando Levi Strauss sostiene che la cucina è il linguaggio attraverso il quale una società traduce inconsciamente la sua struttura, risponde ad una parte dei quesiti, ma non è sufficiente se vogliamo identificare anche l’oggetto ideale che riflette in piccola scala l’intero sistema.

Certo, l’attuale atomizzazione della famiglia,  che porta all’affermazione del singolo più che del gruppo, proietta la ricerca della cucina ideale su modelli coerenti con le attuali dinamiche sociali.

Nell’era dell’infospazio, che ci coinvolge con sistemi tecnologici dai quali siamo ormai irrimediabilmente dipendenti, anche il valore altamente specializzato degli elettrodomestici (oggi computer a tutti gli effetti) darà un apporto sempre più significativo.

L’utente della casa contemporanea si presenta come interamente collegato alla realtà che lo circonda attraverso strumenti che gli garantiscono la libertà di movimento, sia organizzandogli la concreta fruibilità dello spazio sia indirizzandolo verso le possibilità virtuali del cyberspazio nel mondo senza limiti della rete informatizzata.

Thanks to Jeff Sheldon on Unsplash

 

Ogni oggetto può essere comandato a distanza e programmato secondo la prestazione che si desidera ottenere. É possibile dissimulare la presenza di odori, pianificare tempi di cottura e conservazione del cibo introducendo apparecchi sempre più innovativi e sostenibili (si è passati, per esempio, dalla cottura a fiamma a quella a induzione). Gli apparecchi tendono sempre più all’evanescenza. Il piano cottura lentamente sparisce come presenza fisica (si incassa, si allinea al filo top) e presto sarà una semplice declinazione touch del top stesso, mentre il lavello è già un elemento organico integrato nella materia che configura la cucina.

 

La cucina minimalista e intelligente

L’immagine è sempre più rarefatta e tendente a una forma essenziale, minimale, pulita. La cucina non è più un luogo confuso ma un contesto in cui apparire e sentirsi rappresentati nella perfezione del piatto come dello spazio. La presentazione del piatto celebra la personalità dello Chef che si muove sul suo palcoscenico. Ogni passaggio rimanda all’altro secondo una metafora continua in cui lo spettatore effettivamente mangia attraverso gli occhi. I movimenti nella cucina sono eleganti e le azioni sono concepite come parte dello show nel processo di costruzione del piatto. Il dettaglio assume rilevanza nel progetto della cucina esattamente come l’ingrediente segreto è basilare nella confezione di una ricetta. La profezia di Jobs, che coniuga alla perfezione design e alta tecnologia, si conferma sempre  più come modello di riferimento: non vendiamo prodotti ma uno stile di vita.

https://terminartors.com/modern-kitchen-design/

 Thanks to terminartors.com

La cucina ideale è monomaterica, essenziale e intelligente. Confortevole ed efficace nella resa. Grande ma invisibile e disponibile a utilizzi differenti. Facile da gestire e semplice nella manutenzione. Si connota come luogo dalle molteplici identità e possibilità di utilizzo.

Come il cibo non è più solo nutrimento ma diventa forma espressiva del pensiero e del gusto di chi lo prepara, così la cucina da spazio funzionale diventa palcoscenico.

La cucina ideale, non è una cucina, è un nuovo ambiente della casa contemporanea, è la rappresentazione fisica di un nuovo modo di abitare.

 

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