Tetto ventilato: a cosa serve e quanto costa - DomusFab
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Tetto ventilato: a cosa serve e quanto costa

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Quando arriva il momento di rimettere mano al vecchio tetto o di scegliere la copertura della nuova casa, ci si chiede sempre:

“quale è la soluzione migliore compatibile con le mie risorse?”

Di tutti gli elementi che racchiudono lo spazio abitato, il tetto, insieme agli infissi, è di certo uno dei più complessi. Oggi non parleremo, tuttavia, della sua intera stratigrafia ma solo della parte subito sotto le tegole. E’ proprio qui che, con semplici accorgimenti, si realizza lo strato di ventilazione che ci consente di parlare di tetto ventilato.

Non tratterò quindi i pro e i contro di un tetto in laterocemento rispetto a un tetto in legno, ma ti racconterò in breve come funziona e quanto è utile quell’unico strato che trasforma un tetto qualunque in un tetto ventilato.

Dall’interno verso l’esterno, un tetto ventilato si compone dei seguenti strati:

– la struttura (ad esempio in laterocemento)
– una guaina che funge da freno per il vapore (non sempre presente)
– un isolante termico
– una guaina impermeabilizzante
– lo strato di ventilazione
– il manto di copertura

Come funziona?

In estate, a causa della radiazione solare, le tegole raggiungono temperature molto alte, dell’ordine di 70°C. Una quota importante di questo calore riscalda l’isolante sottostante e riesce ad arrivare allo spazio abitato.

Tenendo il manto di copertura scostato dall’isolante, l’aria presente nell’intercapedine si riscalda e sale verso il colmo della falda, richiamando aria fresca dalla linea di gronda. In questo modo, l’isolante riceve molto meno calore e lo spazio sottotetto si mantiene più fresco.

Nei mesi invernali, questo movimento d’aria è minore ma sufficiente ad asciugare la condensa che tenderebbe ad accumularsi sul materiale isolante riducendone le prestazioni e la durata.

Quindi, lo strato di ventilazione:

– in estate, rende gli spazi sottotetto molto più freschi e protegge l’isolante e la guaina impermeabilizzante dal surriscaldamento
– in inverno protegge l’isolante dall’umidità e ne migliora le prestazioni.

E’ molto costoso?

La differenza in costo tra un tetto tradizionale (tetto caldo) e uno ventilato (tetto freddo) è dovuta a due soli fattori:

– il materiale utilizzato per realizzare l’intercapedine d’aria
– la manodopera necessaria ad applicarlo.

Esistono molti materiali innovativi progettati per questo scopo, che hanno costi molto diversi tra loro, ma molto spesso si utilizzano dei semplici listelli di legno opportunamente montati. Questa tecnologia è molto facile da adottare sia in caso di ristrutturazione sia nelle nuove costruzioni.

Usando i listelli di legno, la spesa aggiuntiva rispetto a un tetto tradizionale è di circa 20-25€/mq, che in caso di tetto nuovo incide intorno al 10% del costo complessivo della copertura.

Il tetto ventilato quindi conviene per tre ragioni:

1 – costa poco
2 – rende vivibili gli spazi sottotetto
3 – protegge tutto l’anno i materiali isolanti allungandone la vita

Per massimizzare le sue prestazioni, lo strato di ventilazione può essere aiutato da altre tecnologie altrettanto economiche. Se vuoi approfondire l’argomento leggi l’articolo sugli ambienti sottotetto.

Mario P
Mario P
Sono un ingegnere energetico esperto i risparmio energetico e nei protocolli di sostenibilità ambientale LEED.

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